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	<title>Libera i Libri &#187; minerva</title>
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	<description>C&#039;è un Libro da scoprire dentro ognuno di noi.</description>
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		<title>Le quaranta regole dello scrivere bene &#8211; Umberto Eco</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 09:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sulla scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[come scrivere bene]]></category>
		<category><![CDATA[minerva]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto eco]]></category>

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		<description><![CDATA[Queste Quaranta Regole dello Scrivere Bene sono state tratte dal libro di Umberto Eco, La Bustina di Minerva, edito da Bompiani 2000. Sono una serie di istruzioni su come scrivere bene. Umberto Eco dice: «Le faccio mie, con qualche variazione, perché penso che possano essere utili a molti, specie a coloro che frequentano le scuole...]]></description>
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p>Queste Quaranta Regole dello Scrivere Bene sono state tratte dal libro di<br />
Umberto Eco, La Bustina di Minerva, edito da Bompiani 2000. Sono una<br />
serie di istruzioni su come scrivere bene.<br />
Umberto Eco dice: «Le faccio mie, con qualche variazione, perché penso<br />
che possano essere utili a molti, specie a coloro che frequentano le scuole di<br />
scrittura.»<br />
1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.<br />
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando<br />
necessario.<br />
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.<br />
4. Esprimiti siccome ti nutri.<br />
5. Non usare sigle commerciali &amp; abbreviazioni etc.<br />
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare<br />
indispensabile) interrompe il filo del discorso.<br />
7. Stai attento a non fare&#8230; indigestione di puntini di sospensione.<br />
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.<br />
9. Non generalizzare mai.<br />
10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.<br />
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le<br />
citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”<br />
12. I paragoni sono come le frasi fatte.<br />
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere<br />
è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di<br />
qualcosa che il lettore ha già capito).<br />
14. Solo gli stronzi usano parole volgari.<br />
15. Sii sempre più o meno specifico.<br />
16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.<br />
17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.<br />
18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un<br />
serpente.<br />
19. Metti, le virgole, al posto giusto.<br />
20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti:<br />
anche se non è facile.<br />
21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai<br />
all’espressione dialettale: peso e! tacòn del buso.<br />
22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono<br />
come un cigno che deraglia.<br />
23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?</p>
<p>24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di<br />
parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che<br />
inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo<br />
discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione<br />
che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni<br />
inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo<br />
nostro tempo dominato dal potere dei media.<br />
25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà<br />
sbaglia.<br />
26. Non si apostrofa un articolo indeterminativo prima del sostantivo<br />
maschile.<br />
27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!<br />
28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini<br />
stranieri.<br />
29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt,<br />
Niezsche, e simili.<br />
30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi.<br />
Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore<br />
del 5 maggio.<br />
31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti<br />
il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello<br />
che vi sto dicendo).<br />
32. Cura puntigliosamente l’ortografia.<br />
33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.<br />
34. Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.<br />
35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una<br />
pessima impressione.<br />
36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque<br />
avresti sbagliato.<br />
37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle<br />
premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero<br />
dalle conclusioni.</p>
<p>38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati,<br />
nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come<br />
altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla<br />
deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero<br />
eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano<br />
comunque le competente cognitive del destinatario.<br />
39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.<br />
40. Una frase compiuta deve avere.</p>
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