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	<title>Libera i Libri &#187; Evidenza</title>
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	<description>C&#039;è un Libro da scoprire dentro ognuno di noi.</description>
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		<title>Milan Kundera</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Dec 2013 10:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Tratti da Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Milan Kundera L&#8217;immortalità Forse è solo in momenti eccezionali che ci rendiamo conto dei nostri anni, mentre per la maggior parte del tempo siamo dei senza-età. &#160; L&#8217;uomo conta sull&#8217;immortalità e dimentica di mettere in conto la morte. &#160; L&#8217;erotismo è come il ballo: c&#8217;è sempre uno che conduce l&#8217;altro. &#160; Solitudine: dolce assenza di...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><h2 style="text-align: center;">Milan Kundera</h2>
<h2 style="text-align: center;">L&#8217;immortalità</h2>
<h2 style="text-align: center;"><a href="http://scrittura.pcacademy.it/wp-content/uploads/2013/12/Kundera2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1284" alt="Kundera2" src="http://scrittura.pcacademy.it/wp-content/uploads/2013/12/Kundera2.jpg" width="460" height="351" /></a></h2>
<h2 style="text-align: center;"></h2>
<p>Forse è solo in momenti eccezionali che ci rendiamo conto dei nostri anni, mentre per la maggior parte del tempo siamo dei senza-età.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;uomo conta sull&#8217;immortalità e dimentica di mettere in conto la morte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;erotismo è come il ballo: c&#8217;è sempre uno che conduce l&#8217;altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Solitudine: dolce assenza di sguardi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La guerra può esistere solo nel mondo della tragedia: fin dall&#8217;inizio della storia l&#8217;uomo non ha conosciuto che il mondo tragico e non è capace di uscirne. L&#8217;età della tragedia può aver fine solo con una rivolta della frivolezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I risultati dei sondaggi sono diventati una sorta di realtà superiore, oppure per dirla diversamente: sono diventati la verità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;umorismo può esistere solo là dove la gente distingue ancora il confine tra ciò che è importante e ciò che non lo è. E questo confine oggi non si distingue più.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il valore di una coincidenza è uguale al suo grado di improbabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La preoccupazione per la propria immagine, è questa la fatale immaturità dell&#8217;uomo. È così difficile essere indifferenti alla propria immagine. Una tale indifferenza è al di sopra delle forze umane. L&#8217;uomo ci arriva solo dopo la morte. E neanche subito. Solo molto tempo dopo la morte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vivere: nel vivere non c&#8217;è alcuna felicità. Vivere: portare il proprio io dolente per il mondo. Ma essere, essere è felicità. Essere: trasformarsi in una fontana, in una vasca di pietra, nella quale l&#8217;universo cade come una tiepida pioggia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Essere assolutamente moderni vuol dire essere alleati dei propri becchini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molta la gente, pochi i gesti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è facile disabituarsi ai gesti che si sono abituati a noi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A tutti interessa l&#8217;ammirazione e non il piacere. L&#8217;apparenza e non la realtà. La realtà non significa più niente per nessuno. Per nessuno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le Poesie di Edgar Allan Poe</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 09:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi posto alcune poesie di Edgar Allan Poe, scrittore, giornalista, poeta, saggista ed editore. Vissuto 1809 e il 1849, in una vita tormentata, è stato definito uno dei precursori del decadentismo e l&#8217;inventore del genere poliziesco, delle storie dell&#8217;orrore e del giallo psicologico. Una vera icona della letteratura internazionale. Vi posto qui alcune poesie: &#160;...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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<p>Una vera icona della letteratura internazionale.</p>
<p>Vi posto qui alcune poesie:</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong>Un sogno dentro a un sogno.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo mio bacio accogli sulla fronte!<br />
E, da te ora separandomi,<br />
lascia che io ti dica<br />
che non sbagli se pensi<br />
che furono un sogno i miei giorni;<br />
e, tuttavia, se la speranza volò via<br />
in una notte o in un giorno,<br />
in una visione o in nient&#8217;altro,<br />
è forse per questo meno svanita?<br />
Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo<br />
non è che un sogno dentro un sogno.</p>
<p>Sto nel fragore<br />
di un lido tormentato dalla risacca,<br />
stringo in una mano<br />
granelli di sabbia dorata.<br />
Soltanto pochi! E pur come scivolano via,<br />
per le mie dita, e ricadono sul mare!<br />
Ed io piango &#8211; io piango!<br />
O Dio! Non potrò trattenerli con una stretta più salda?<br />
O Dio! Mai potrò salvarne<br />
almeno uno, dall&#8217;onda spietata?<br />
Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo<br />
non è che un sogno dentro un sogno?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il verme conquistatore.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Guardate! È una serata di gala<br />
In questi ultimi anni desolati!<br />
Uno stuolo d&#8217;angeli alati!<br />
Tra i veli e sommersi dal pianto,<br />
A teatro siede a vedere<br />
Un dramma di speranze e timori,<br />
L&#8217;orchestra emette a tratti in sordina<br />
La musica delle sfere.</p>
<p>Parodiando Iddio nel cielo, i mimi,<br />
Sottovoce borbottano, sussurrano<br />
E si gettano qua e là. Marionette<br />
Soltanto che vengono e vanno<br />
Al cenno di cose immense informi<br />
E spostano gli scenari avanti e indietro<br />
Scuotendo dalle loro ali di Condor<br />
L&#8217;invisibile Affanno!</p>
<p>Un dramma così variegato, non temete,<br />
Non sarà scordato!<br />
Col suo Fantasma per sempre inseguito<br />
Da una folla che mai non l&#8217;afferra,<br />
In un cerchio che sempre ritorna<br />
Nello stesso identico punto,<br />
E molta Pazzia, e ancor più Peccato,<br />
E Orrore animano la trama.</p>
<p>Ma guardate, tra la ridda dei mimi,<br />
S&#8217;insinua una forma strisciante!<br />
Una cosa rossosangue si snoda<br />
Sbucando dalla scena deserta!<br />
Si snoda! Si annoda! Tra spasmi mortali<br />
Suo cibo diventano i mimi,<br />
Singhiozzano i serafini ai denti del mostro<br />
Di sangue rappreso imbevuti.</p>
<p>Spente, spente le luci, tutte spente!<br />
E sopra ogni forma fremente,<br />
Funebre sudario il sipario<br />
Vien giù con fragor di tempesta,<br />
E gli angeli pallidi esangui,<br />
Levandosi, svelandosi, dicono<br />
Che quella è la tragedia &#8220;L&#8217;Uomo&#8221;,<br />
E il Verme Conquistatore, l&#8217;eroe.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alla Scienza.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>O scienza! Vera figlia del passato<br />
che scruti e muti il mondo col tuo sguardo!<br />
Perché saccheggi il cuore del poeta,<br />
rapace dalle ali di squallida realtà?<br />
Dovrebbe amarti, lui? Stimarti saggia?<br />
Tu non volevi lasciarlo vagare<br />
in cerca di tesori nei cieli ingioiellati,<br />
benché si alzasse in volo con audacia.<br />
Non hai strappato Diana dal suo carro?<br />
Cacciato l&#8217;Amadriade dal suo bosco<br />
a rifugiarsi su astri più felici?<br />
Non hai rubato tu l&#8217;acqua alla Naiade,<br />
la verde erbetta all&#8217;Elfo, e infine a me<br />
il sogno estivo sotto il tamarindo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A Zante.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>O bella isola, che dal più bel fiore<br />
prendi il tuo nome, fra tutti il più gentile!<br />
Quante memorie di raggianti ore<br />
da te si ridestano al tuo solo apparire!</p>
<p>E parvenze di quale perduta felicità!<br />
E pensieri di quali speranze sepolte!<br />
E visioni di una fanciulla, sui tuoi verdi<br />
pendii, che non è più, che non è più!</p>
<p>Non più! Ahimè, quel magico e triste suono<br />
che tutto trasmuta! Non più loderò i tuoi incanti,<br />
non più il ricordo di te! Un esecrato suolo</p>
<p>d&#8217;ora in avanti riterrò il tuo lido fiorito,<br />
o isola giacintea! O purpurea Zante!<br />
Isola d&#8217; oro! Fior di Levante!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Eldorado.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Col suo gaio cimiero,<br />
un ardito cavaliere,<br />
sotto il sole e in fitta ombra,<br />
già da tempo andava errando<br />
e cantava una canzone<br />
ricercando l&#8217;Eldorado.</p>
<p>Ma diventò vecchio intanto<br />
questo prode cavaliere<br />
e gli calò sul cuore<br />
un&#8217;ombra, che non trovava<br />
mai terra o luogo<br />
somigliante all&#8217;Eldorado.</p>
<p>E quando le forze<br />
l&#8217;abbandonarono infine,<br />
incontrò un&#8217;ombra pellegrina<br />
&#8220;Ombra&#8221;, egli chiese,<br />
&#8220;dove mai si troverà<br />
questa terra d&#8217;Eldorado?&#8221;</p>
<p>&#8220;Oltre ai Monti<br />
della Luna,<br />
giù nella Valle delle Tenebre,<br />
cavalca, cavalca intrepido&#8221;,<br />
così l&#8217;ombra gli rispose<br />
&#8220;se vai in cerca d&#8217;Eldorado!&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Terra di fate.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Valli di nebbia, fiumi tenebrosi<br />
e boschi che somigliano alle nuvole:<br />
poi che tutto è coperto dalle lacrime<br />
nessuno può distinguerne le forme.<br />
Enormi lune sorgono e tramontano<br />
ancora, ancora, ancora&#8230;<br />
in ogni istante<br />
della notte inquiete, in un mutare<br />
incessante di luogo.<br />
E così<br />
spengono la luce delle stelle<br />
col sospiro del loro volto pallido.<br />
Poi viene mezzanotte sul quadrante lunare<br />
ed una più sottile delle altre<br />
(di una specie che dopo lunghe prove<br />
fu giudicata la migliore)<br />
scende giù,<br />
sempre giù, ancora giù,<br />
fin quando<br />
il suo centro si posa sulla cima<br />
di una montagna, come una corona,<br />
mentre l&#8217;immensa superficie,<br />
simile a un arazzo,<br />
s&#8217;adagia sui castelli<br />
e sui borghi (dovunque essi si trovino)<br />
e si distende su strane foreste,<br />
sulle ali dei fantasmi, sopra il mare,<br />
sulle cose che dormono e un immenso<br />
labirinto di luce le ricopre.<br />
Allora si fa profonda &#8211; profonda! -<br />
la passione del sonno in ogni cosa.<br />
Al mattino, nell&#8217;ora del risveglio,<br />
il velo della luna si distende<br />
lungo i cieli in tempesta e,<br />
come tutte le cose,<br />
rassomiglia ad un giallo albatro.<br />
Ma quella luna non è più la stessa:<br />
più non sembra una tenda stravagante.<br />
A poco a poco i suoi esili atomi<br />
si disciolgono in pioggia: le farfalle<br />
che dalla terra salgono a cercare<br />
ansiose il cielo e subito discendono<br />
(creature insoddisfatte!) ce ne portano<br />
solo una goccia sulle ali tremanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I miei incantesimi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I miei incantesimi sono infranti.<br />
La penna mi cade,<br />
impotente,<br />
dalla mano tremante.<br />
Se il mio libro é il tuo caro nome,<br />
per quanto mi preghi,<br />
non posso più scrivere.<br />
Non posso pensare,<br />
né parlare,<br />
ahimé non posso sentire più nulla,<br />
poiché non é nemmeno un&#8217;emozione,<br />
questo immobile arrestarsi sulla dorata<br />
soglia del cancello spalancato dei sogni,<br />
fissando in estasi lo splendido scorcio,<br />
e fremendo nel vedere,<br />
a destra e a sinistra,<br />
e per tutto il viale,<br />
fra purpurei vapori,<br />
lontano<br />
dove termina il panorama<br />
nient&#8217;altro che te.</p></blockquote>
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		<title>Sorridi &#8211; di Silvia Antenucci</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 18:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sorprendente, questa è la prima parola che mi viene in mente dopo aver finito il libro di Silvia Antenucci. Molte cose in questa storia non sono quello che sembrano, a partire dal titolo, che potrebbe farci pensare ad un libro che voglia insegnarci a sorridere, ad essere felici, ebbene non è questo, anche se a...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-10130"></div></div><div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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<div>Molte cose in questa storia non sono quello che sembrano, a partire dal titolo, che potrebbe farci pensare ad un libro che voglia insegnarci a sorridere, ad essere felici, ebbene non è questo, anche se a ben vedere tutti i bei libri ci insegnano qualcosa sulla felicità..</div>
<div>Iniziando la lettura, quando Vittoria esce dal centro di riabilitazione (tranquilli non vi sto rovinando la storia) sembra per un attimo di essere di fronte ad una storia come tante, dolore e lotta di una persona ai margini della società, ed in effetti è proprio di questa lotta di cui si parla, ma in una prospettiva totalmente nuova e rovesciata, in una prospettiva che sorprende dall’inizio alla fine.</div>
<div>Come si può sopravvivere in una società ’aliena’ dove tutto viene sacrificato in nome di un effimero monotematico ’valore’ se in questo non ci identifichiamo?</div>
<div>Non ci si accorge quasi di essere arrivati alla fine, perché la scrittura scorre morbida, delicata, accompagnando il lettore con dolcezza attraverso conflitti e riflessioni profonde.</div>
<div>Ma non posso dire di più, non voglio in nessun modo rovinare il piacere di una lettura che oltre a farmi passare delle ore piacevoli mi ha arricchito culturalmente.</div>
<div>Fabio</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il momento.</title>
		<link>https://scrittura.pcacademy.it/2013/03/25/il-momento/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 09:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Il Diario del Tutor]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono momenti che pizzicano la nostra anima come fosse una corda di una chitarra sempre pronta a fare musica. Ci sono parole che vogliamo donare al vento per far sapere a tutti cosa proviamo. Momenti. Molto spesso sono le sfumature che rendono un disegno magico. Molto spesso è proprio una questione di momenti. A...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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<p>Ci sono parole che vogliamo donare al vento per far sapere a tutti cosa proviamo.</p>
<p>Momenti.</p>
<p>Molto spesso sono le sfumature che rendono un disegno magico. Molto spesso è proprio una questione di momenti. A volte ci danniamo, siamo insofferenti per giorni, mesi e poi basta…</p>
<p>Un momento.</p>
<p>E quel momento io voglio cercarlo ogni giorno, nell’arrancare quotidiano, nella fatica, ogni giorno voglio un momento.</p>
<p>Se tutto va una merda e sembra non esserci fine, voglio un momento.</p>
<p>La vita scorre, troppo spesso scorre e nemmeno ce ne accorgiamo presi da preoccupazioni, proibizioni, ansie. Troppo presi dalla quotidianità per accorgerci che sta passando e nessuno ce la ridarà indietro. Sta passando ogni giorno chiedendoci di prenderla e noi magari nemmeno sentiamo la chiamata.<br />
Proprio Noi che non perdiamo un sms o una notifica riusciamo a perderci la vita che chiama, che chiama e magari vuole solo donarti un momento.<br />
Ecco, ora vieni qui, vicino a me, sorridi, che finché sorridi il mio momento è ogni giorno.</p>
<p>F. di Gioia</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fango &#8211; Niccolò Ammaniti</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 09:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-9990"></div></div><div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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<p>Un libro che è stato apprezzato da molti e disprezzato da altri, personalmente mi è piaciuto molto. Dopo i primi due racconti la mente mi ha portato al film Pulp Fiction, lo stile è proprio quello.</p>
<p>C&#8217;è un alternarsi di personaggi assurdi, grotteschi, a personaggi molto più reali.</p>
<p>Le vicessitudini e gli ambienti dei sei racconti non lasciano indifferenti, c&#8217;è la vita metropolitana della periferia romana e del gangster  Albertino, la vita del gigolo Gaetano Cozzamara, arrivando persino al genere horror molto amato dall&#8217;autore.</p>
<p>Un libro che scorre velocemente, i racconti non annoiano quasi mai.</p>
<p>Consigliatissimo.</p>
<blockquote><p><em>Bisogna scrivere sotto la pelle.</em><br />
<em>Bisogna che parole d&#8217;amore si fondano con i nervi,</em><br />
<em>che frasi luminose ci illuminino l&#8217;encefalo come fuochi d&#8217;artificio.</em></p></blockquote>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>1Q84 Murakami &#8211; Il libro consigliato da Claudia</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 09:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[harakuri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Murakami è uno scrittore particolare: scrive storie senza inizio né fine, riempie di interrogativi che spesso rimangono senza risposta anche a fine lettura, offre mondi fatti di sandwich preparati con cura e whisky sorseggiati ascoltando jazz e al contempo di improbabili teschi di unicorno, ambigui uomini pecora e donne dalle orecchie incantevoli che scompaiono improvvisamente senza...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-8530"></div></div><div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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Nei romanzi di Murakami ti ci immergi, ti ci perdi e smetti di porti domande che tra altre pagine e tra altre scritture non potresti fare a meno di rivolgerti, pretendendo risposte. Non so mai spiegare le motivazioni che mi spingono a riservargli un posto speciale nella lista dei miei autori preferiti; per qualche motivo e da qualche parte, in mezzo a questa fredda inquietudine giapponese, così lontana dal tormento tipico degli europei, in questa realtà visionaria e distorta, nella consapevolezza che i personaggi andranno avanti senza di te, riesce a trasmetterti una calda e persistente sensazione di serenità.<br />
<strong>1Q84</strong> è la storia di un mondo con due lune nel cielo, di un romanzo che nasconde verità pericolose, di una misteriosa setta religiosa, di una ragazzina bellissima che non sa esprimersi chiaramente ma sa leggere ogni sfumatura della realtà e, soprattutto, è la storia di Aomame e Tengo, che si riconoscono a dieci anni, quando le loro mani si sfiorano nell’aula della scuola elementare che entrambi frequentano, e che si cercano per tutti gli anni a seguire, lottando con nemici reali, paure e solitudine dilaniante.<br />
<strong>1Q84</strong> è un pezzetto di qualcuno e già di per sé aveva un posto riservato e speciale sul mio comodino, accanto ad una rosa che ormai va seccandosi e un penny che nasconde mille pensieri, alcuni formulati, altri ancora inespressi.<br />
Non credevo che Murakami potesse insegnarmi l&#8217;amore, eppure tra descrizioni puntuali ed esatte e immagini che mai potrebbero appartenere a questa realtà, tra parole e frasi di una limpidezza rara e insieme di una profondità sconcertante, ecco che mi svela il significato del termine attesa, da fare proprio e custodire gelosamente, affinché al momento più giusto, con la persona più giusta, un mondo solo non basti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Claudia</p>
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