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	<title>Libera i Libri &#187; Letteratura</title>
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	<description>C&#039;è un Libro da scoprire dentro ognuno di noi.</description>
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		<title>Tra sms, chat, social network.. pubblico delle lettere!</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 11:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
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		<description><![CDATA[In tempi come questi dove, purtroppo o per fortuna, ci affidiamo quasi ed esclusivamente al web e alla tecnologia per la comunicazione, mi è venuta voglia di andarmi a cercare delle lettere che personaggi storici scrivevano ai propri amori. La lettera ha sempre quel fascino di romanticismo e mistero che nessun dispositivo tecnologico potrà mai...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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<p>La lettera ha sempre quel fascino di romanticismo e mistero che nessun dispositivo tecnologico potrà mai raggiungere, e chissà che magari un giorno non torni un&#8217;abitudine degli amanti.</p>
<p><strong>Franz Kafka a Felice Bauer</strong></p>
<div align="center">
<blockquote>
<p align="left">Gentile Signorina,<br />
Per il caso facilmente possibile che Lei possa ricordarsi più minimamente di me, mi presento un&#8217;altra volta: mi chiamo Franz Kafka e sono quello che la prima volta la salutò a Praga quella sera in casa del direttore Brod, poi le porse da un lato all&#8217;altro della tavola fotografie di un viaggio da Talia, l&#8217;una dopo l&#8217;altra, e infine con questa mano, che ora batte i tasti, tenne la Sua con la quale Lei confermò la promessa di fare con lui l&#8217;anno venturo un viaggio in Palestina. Se é ancora dell&#8217;idea di intraprendere quel viaggio.<br />
Lei disse allora di non essere di carattere volubile né io notai qualcosa di simile in Lei, sarà non solo opportuno, ma assolutamente necessario che fin da ora cerchiamo di intenderci per questo viaggio. Dovremo infatti sfruttare fino in fondo le nostre ferie, troppo brevi per un viaggio in Palestina, e lo potremo fare soltanto se ci saremo preparati nel miglior modo possibile e se saremo d&#8217;accordo su tutti i preparativi. Devo soltanto confessare una cosa, per quanto suoni male e oltre a ciò male si adatti a quanto ho scritto: io non sono puntuale nello scrivere lettere. Anzi sarebbe peggio di quanto non sia già se non possedessi la macchina per scrivere; infatti se qualche volta il mio umore non fosse sufficiente per una lettera, ci sono in fin dei conti pur sempre le punta delle dita che possono scrivere. In compenso non mi aspetto mai che le lettere arrivino puntualmente; perfino quando ne aspetto una con ansia ogni giorno nuova, non resto mai deluso se non arriva, e quando infine arriva rimango facilmente scosso. Nell&#8217;infilare ogni foglio noto che mi sono presentato forse più difficile di quanto non sia. Ben mi starebbe se avessi commesso questo errore: infatti perché mi metto a scrivere questa lettera dopo sei ore d&#8217;ufficio e con una macchina alla quale non sono molto avvezzo? Eppure, eppure &#8211; é l&#8217;unico svantaggio dello scrivere a macchina quello di sviarsi così &#8211; se anche ci dovessero essere dubbi, dubbi pratici intendo, per prendermi in un viaggio come accompagnatore, guida, zavorra, tiranno e quello che ancora potessi diventare, contro di me in quanto corrispondente (e solo di questo si tratterebbe per il momento) non ci dovrebbe essere da fare alcuna obiezione decisa e Lei potrebbe probabilmente tentare con me.<br />
Suo cordialmente devoto</p>
<p align="left">Dott. Franz Kafka</p>
</blockquote>
<p align="left"><strong>Da Napoleone Bonaparte a Giuseppina Beauhuarnais</strong></p>
<div align="center">
<div align="center">
<div align="center">
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">Non è passato giorno che non t&#8217;amassi; non è passata notte che non ti stringessi fra le braccia; non ho preso una tazza di thè senza maledire la gloria e l&#8217;ambizione che mi tengono lontano dall&#8217;anima della mia vita. In mezzo agli affari, alla testa delle truppe, percorrendo i campi di battaglia, la mia adorabile Giuseppina è sola nel mio cuore, occupa il mio spirito, assorbe il mio pensiero. Se mi allontano da te con la velocità di un torrente del Rodano, è per rivederti più in fretta. Se, nel mezzo della notte, mi alzo per lavorare ancora, è che questo può anticipare di qualche giorno l&#8217;arrivo della mia dolce amica e, tuttavia, nelle tue lettere del 23, del 26 ventoso, mi davi del Voi. Voi, tu stessa. Ah, Cattiva! Come hai potuto scrivere questa lettera? Come è fredda! E poi dal 23 al 26 ci sono quattro giorni; che cosa hai fatto per non aver scritto a tuo marito? Ah! Amica mia, questo Voi e questi quattro giorni mi fanno rimpiangere la mia antica indifferenza. Sfortuna a colui che ne sarebbe la causa! Possa egli, per pena e per supplizio, provare ciò che la convinzione e l&#8217;evidenza che servirono il tuo amico, mi farebbero provare! L&#8217;inferno non ha supplizio, né le furie serpenti! Voi!Voi! Ah! Che ne sarà fra quindici giorni? La mia anima è triste; il mio cuore è schiavo e la mia immaginazione mi spaventa! Tu mi amavi meno, tu sarai consolata. Un giorno tu non mi amerai più, dimmelo, saprei almeno meritare la sfortuna! Addio, donna, tormento, speranza, felicità e anima della mia vita, che io amo, che temo, che mi ispira dei sentimenti teneri che mi chiamano alla natura, a dei movimenti tempestosi vulcanici come il tuono. Non ti chiedo né amore eterno, né fedeltà, ma solamente verità, franchezza senza limiti. Il giorno che mi dirai: ti amo di meno, sarà o l&#8217;ultimo del mio amore o l&#8217;ultimo della mia vita. Se il mio cuore fosse cosi vile da amare senza ritorno, lo farei a pezzi con i denti. Giuseppina! Giuseppina! Ricordati ciò che ti ho detto talvolta: la natura mi ha fatto l&#8217;animo forte e deciso; essa ti ha costruito di pizzo e di garza. Hai smesso di amarmi!! Perdono, anima della mia vita, la mia anima è tenera su vaste combinazioni. Il mio cuore, interamente occupato da te, ha dei timori che mi rendono infelice. Mi secca non poterti chiamare col tuo nome. Attendo che tu me lo scriva. Addio! Ah! Se tu mi amassi di meno, non mi avresti mai amato. Sarei allora proprio da compatire.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;"><strong>Da George Byron a Teresa Guiccioli</strong></p>
<div align="center">
<div align="center">
<div align="center">
<p style="text-align: left;" align="center"><span style="color: #000000;">Mia carissima Teresa, ho letto questo libro nel tuo giardino; amore mio, tu non c&#8217;eri, o io non avrei potuto leggerlo. E&#8217; uno dei tuoi favoriti e lo scrittore era un amico mio. Tu non capirai queste parole inglesi, e altri non le capiranno, ecco la ragione per cui non le ho scarabocchiate in italiano. Ma riconoscerai la calligrafia di colui che ti amò appassionatamente, e capirai che, su un libro che era tuo, poteva solo pensare all&#8217;amore. In questa parola, bellissima in tutte le lingue, ma soprattutto nella tua &#8211; Amor mio &#8211; è compresa la mia esistenza qui e dopo. Io sento che esisto qui, e sento che esisterò dopo, per quale scopo lo deciderai tu; il mio destino riposa con te, e tu sei una donna di diciotto anni, che ha lasciato il convento due anni fa. Desidererei che fossi rimasta lì, con tutto il mio cuore, o, almeno, che non ti avessi incontrata nel tuo stato di donna sposata. Ma per questo è troppo tardi. Io ti amo e tu mi ami o almeno, cosi dici, e agisci come se mi amassi, il che comunque è una grande consolazione. Ma io ancor più ti amo e non posso cessare di amarti. Pensa a me qualche volta, quando le Alpi e l&#8217;oceano ci divideranno, ma non sarà cosi a meno che tu non voglia.</span></p>
<p style="text-align: left;" align="right"><span style="color: #000000;"><br />
Lord Byron &#8211; Bologna, 25 Agosto 1819</span></p>
<p style="text-align: left;" align="right"><strong>Da Ugo Foscolo a Antonietta Fagnani Arese</strong></p>
<div align="center">
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<blockquote>
<p align="left"><span style="color: #000000;">Tu sei certa dunque ch’io t’amo, o celeste creatura ? Oh!…si, io t’amo quanto posso amare; il mio cuore non può reggere più alla piena di tante sensazioni. Io sento la passione onnipotente dentro di me…eterna! Si io t’amo.<br />
Io sperava da’ tuoi baci un qualche ristoro; ma io invece ardo ognor più…Il sorriso è fuggito dalle mie labbra; e la profonda malinconia che mi domina non mi lascia se non quando io ti vedo…e ti vedo venire così amorosa verso di me a farmi confessare come, ad onta di tanti mali, la vita è preziosa. Ma io …tremo! Che farai di me ora che sei sicura del tuo potere ? Mi abbandonerai tu alle lagrime e alla disperazione ? ti raffredderai tu con me ? –<br />
io so che mi sarebbero utili le arti del libertinaggio per farmi amare di più: dovrei fingere meno ardore per irritare il tuo amor proprio, dovrei…ah! La mia ragione le conosce tutte queste arti, ma pur troppo il mio povero cuore non sa fare alleanza con la mia ragione. Io lo abbandono tutto a te…io spero che tu non sarai capace di tradirlo.<br />
E&#8217; vero, mia cara, ch’io temo del tuo amore perché ne’ suoi principi è stato troppo impetuoso, perché tu sei troppo bella, o troppo circondata dal bel – mondo in cui ti perdi, perché…ma con tutto ciò io non ti credo così cattiva da lasciarmi crudelmente: quando l’amore si raffredderà in te, posso io lusingarmi, o Antonietta, che la compassione e la riconoscenza ti parleranno in favore del tuo amico ? Si, io me ne lusingo, perché il tuo cuore è ben fatto…perché io non merito di essere tradito.<br />
T’amai e t’amo con tutta la lealtà e la delicatezza della virtù…io mi sono confidato tutto a te…nelle mie stesse diffidenze io ho prescelto di essere piuttosto tradito che di non credere ai tuoi giuramenti.<br />
Rispondimi lealmente, o mia amica; e rispondimi con tutta l’effusione della tua anima.<br />
La tua passione per me s’è ella raffreddata ?… Oh terribile idea! Ma tu rispondimi.<br />
Non temer dal mio canto né rimproveri, né eccessi…Io piangerò, io morirò, ma rispettando sempre la tua fama. Io verserò l’ultimo respiro su le tue lettere. E dirò leggendole: la mia Antonietta mi ha pur qualche volta dato tutto il suo cuore e ha confuso le sue lagrime alle mie. Intanto odilo: niuna donna può vantarsi di essere stata tanto amata da me. Ho amato, è vero, ma non sapeva di poter amare tanto; i miei passati amori hanno avuto o i caratteri romanzeschi, o con qualche donna del gran mondo quei del libertinaggio; ma con tanta passione, con tanta ingenuità, con tanta verità di amore non ho amato mai.<br />
E non amerò più! Io te lo ripeto, o Antonietta, questo giuramento:tu sarai l’ultima donna ch’io amerò: e dopo di te non mi avrà che la solitudine, o la sepoltura.<br />
Rispondimi. Addio.</span></p>
</blockquote>
<p align="left"><strong>da Oscar Wilde a Lord Alfred Douglas</strong></p>
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<blockquote>
<p align="left"><span style="color: #000000;">Mio carissimo ragazzo – il tuo sonetto è proprio adorabile ed è meraviglioso che quelle labbra a foglia di rosa siano state fatte non meno per la musica delle canzoni che per la follia dei baci.<br />
La tua snella anima d’oro cammina fra passione e poesia.</span></p>
<p>So che Giacinto, amato cosi appassionatamente da Apollo, eri tu ai tempi dei Greci.</p>
<p>Perché sei solo a Londra e quando vai a Salisbury ? Vai là, rinfrescati le mani nel grigio tramonto delle cose gotiche, e vieni qui quando vuoi.</p>
<p>E un posto delizioso, manchi solo tu, ma vai a Salisbury, prima.</p>
<p>Sempre, con imperituro amore,</p>
<p>Il tuo<br />
Oscar</p></blockquote>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><strong>Da Gabriele D&#8217;annunzio a Jouvence </strong></span></p>
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<div align="center">
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">In questa notte nera, la corona delle tue braccia m’è come una costellazione indelebile.<br />
Perché oggi, in quei pochi attimi di sogno, ho avuto dalle tue giovani braccia una sensazione luminosa, come se tu avessi cinto d’un fuoco bianco la mia tenerezza e la mia tristezza?<br />
Esiste un fuoco fresco ?<br />
Non saprò mai dirti quel che provo, quel che tu mi dai.<br />
Tra l’ebbrezza di ieri e quella d’oggi, non v’è stato per me che supplizio corporale e inquietudine interiore. Tu hai ascoltato, con l’indulgenza più delicata, le mie confessioni.<br />
La grazia del tuo volto attento sembrava modellarsi sulla mia sofferenza.<br />
Poco a poco, credevo di sentire la sostanza del tuo corpo cambiarsi in una specie d’amore caritatevole. Credevo di assistere a un miracolo inaudito: il frutto voluttuoso che si muta in fiore sensibile! Puoi capire ?<br />
Mai tu m’avevi preso fra le tue braccia con tanta dolcezza.<br />
Io ti parlavo delle mie voluttà tormentose e menzognere; e, senza parlare, tu calmavi il mio dispiacere, rinfrescavi la mia bruciatura, consolavi i miei rimpianti e i miei rimorsi.<br />
E, come tu non m’avevi mai coronato con braccia cosi tenere e cosi chiare, tu non avevi mai avuto labbra cosi musicali. La tua carezza era come una melodia infinita.<br />
Ogni moto delle tue labbra era un accordo che, ogni volta, sembrava compiere la perfezione della mia estasi.<br />
Eri una dolce piccola anima con delle labbra. Eri la bocca stessa dell’Amore che guarisce.<br />
Ed eccomi solo, nella notte ! Tu eri seduta là. Qualche filo d’oro riluce nella tua testa bruna…<br />
Come l’altro giorno, quando il mio desiderio ti chiamava, sei riapparsa?<br />
M’hai lasciato di te una sensazione luminosa.<br />
Mi sembra d’avere della luce sulla punta delle mie dita, come se avessi toccato il fosforo.<br />
Dormi ? Tu circondi forse con le tue braccia il sogno dell’amico insonne.<br />
Il tuo seno sinistro mi chiama e si offre…<br />
Vorrei che il mio grido giungesse fino a te; vorrei che il mio desiderio traversasse il lago scuro fino al tuo giardino umido… Tenterò di farti giungere questa lettera notturna.<br />
Sarai forse contenta di stringerla sul petto o di farne il tuo guanciale.<br />
Le tue braccia chiare e tenere sono l’unica aureola della martire Notte.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #000000;">da Zelda Fitzegerald a Francis Scott Fitzegerald </span></strong></p>
<div align="center">
<div align="center">
<div align="center">
<blockquote>
<p align="left"><span style="color: #000000;">Guardo lungo il sentiero e ti vedo arrivare – dalla foschia e dalla nebbia i tuoi cari pantaloni stazzonati si affrettano verso di me – Senza di te, caro, carissimo non potrei vedere, né udire, né sentire, né pensare – o vivere – ti amo cosi tanto e, per tutta la nostra vita, non permetterò che passiamo un’altra notte separati. Senza di te è come chiedere pietà a un temporale o uccidere la bellezza o diventare vecchi.<br />
Ho una tale voglia di baciarti – e dietro sull’attaccatura dei tuoi cari capelli e sul petto – ti amo – e non posso dirti quanto.<br />
Pensare che morirei se tu non lo sapessi – sciocco – devi tentar di capire quanto ti amo – come sono senza vita quando tu non ci sei – non posso neppure odiare queste dannate persone –<br />
Nessuno ha il diritto di vivere se non noi – e loro stanno insozzando il nostro mondo e non posso odiarli per il fatto che ti voglio – Vieni in fretta – Vieni in fretta da me – non potrei fare a meno di te neppure se tu mi odiassi e fossi coperto di piaghe come un lebbroso – se fuggissi via con un’altra donna e mi facessi morir di fame e mi picchiassi – ancora ti vorrei, lo so – Amore, Amore, Caro –</span></p>
<p>Tua moglie</p>
<p align="left"><span style="color: #000000;">1920</span></p>
</blockquote>
<p align="left"><strong>Wolfgang Amadeus Mozart a Costanze Weber</strong></p>
<div align="center">
<div align="center">
<div align="center">
<blockquote>
<p align="left"><span style="color: #000000;">Carissima, amatissima amica,<br />
Sicuramente mi permetterai di chiamarti ancora con questo nome. Sicuramente non mi odi a tal punto che io non possa essere più tuo amico, e tu – non più mia ?<br />
E anche se non sarai più mia amica, tuttavia non mi puoi impedire di augurarti ogni bene, amica mia, dacché è molto naturale per me fare cosi. Pensa a quello che mi hai detto oggi.<br />
Nonostante tutti i miei tentativi mi hai scacciato tre volte e mi hai detto in faccia che non intendi più aver nulla a che fare con me.<br />
Io (a cui importa più di quello che importa a te di perdere l’oggetto del mio amore) non sono cosi focoso, cosi rozzo e stupido da accettare la mia dismissione.<br />
Ti amo troppo per far questo. Ti raccomando pertanto di ponderare e di riflettere sulla causa di questa spiacevole vicenda, che è nata dal fatto che mi ha seccato il modo cosi impudente e sconsiderato da farti dire a tua sorella – e sia chiaro, in mia presenza – che tu avevi permesso a un gentiluomo di prendere le misure dei tuoi polpacci.<br />
Nessuna donna a cui sta caro il suo onore può comportarsi così. E sempre un buon principio quello di fare ciò che fanno gli altri. Allo stesso tempo ci sono molti altri fattori da considerare – come, per esempio, se siano presenti solo intimi amici e conoscenti – se una sia una bambina o una ragazza in età da marito – più precisamente se  sia fidanzata – ma, soprattutto, se nella compagnia siano presenti solo persone della sua classe sociale, o suoi inferiori – o, cosa ancor più importante, suoi superiori. Se è vero che anche la Baronessa ha permesso che la stessa cosa fosse fatta a lei, il caso è  comunque diverso, perché lei non è più di primo pelo e non può più attrarre gli uomini – e inoltre, è propensa alla promiscuità e dispensa favori qui e là. Io spero, carissima amica, che anche se tu non desideri diventare mia moglie, non condurrai mai una vita come la sua.<br />
Se è stato per te impossibile resistere al desiderio di partecipare al gioco (anche se non sempre è saggio per un uomo farlo e tanto meno per una donna), allora perché in nome del cielo non hai preso tu il nastro e non ti sei misurata tu i polpacci (come donne timorate hanno fatto in simili occasioni alla mia presenza) , invece di permetterlo a un gentiluomo di farlo ?…<br />
Ma basta ora; e il minimo riconoscimento del tuo comportamento in qualche modo sconsiderato in questa occasione metterebbe a posto le cose di nuovo, e se tu non ne facessi un caso, carissima amica, tutto andrebbe a posto.<br />
Capisci ora quanto ti amo. Non mi infiammo come fai tu. Penso, rifletto e sento.<br />
Se solo tu ti arrenderai  ai tuoi sentimenti, allora so che quello stesso giorno sarò in grado di dire con assoluta certezza che Costanze è la virtuosa, prudente, onorata e leale amante del suo onesto e devoto</span></p>
<p>Mozart</p>
<p align="left">
</blockquote>
<p align="left"><strong>da Giovanni Verga a Dina</strong></p>
<div align="center">
<div align="center">
<div align="center">
<blockquote>
<p align="left"><span style="color: #000000;">Tante, tante cose ti vorrei dire che mi si affollano alla mente e mi gonfiano in cuore e che diventano fredde e sciocche nella carta.<br />
Questo solo ti dico, che ti ho ancora e sempre dinanzi agli occhi, e ti accompagnano in ogni ora della tua giornata, e sento che mi manca la più cara e la miglior parte di me stesso.<br />
Come hai fatto a prendermi così?<br />
Quel viaggio che ho rifatto da solo, dopo averlo fatto insieme a te è stato una gran tristezza; ogni luogo, ogni pietra che abbiamo visto insieme mi ritorna dinanzi, e mi lega.<br />
Le parole, gli atti, il tono della voce. Le parole che non dicesti e quelle che non osai dirti.<br />
L&#8217;ombra che ti fuggiva nella fronte e gli occhi che guardavano lontano.<br />
Ancora non mi dà pace di aver perduto questi giorni che avrei potuto passare ancora insieme a te, o vicino a te. E se non fosse la certezza di far pensare che son matto, farei il ballo del ritorno anche per un sol giorno. Beata te che sei così giudiziosa ed equilibrata!<br />
Vedi che un po&#8217; d&#8217;equilibrio l&#8217;hai dato anche a me!<br />
Però domani sera voglio essere a Milano, senz&#8217;altra dilazione e vuol dire che lontani per lontani guarderò almeno il posto dove ti vedevo passare dalla finestra.<br />
Che sciocchezze, eh?<br />
Ebbi la tua lettera come una carezza. Ma l&#8217;avevo aspettata tanto che sono andato ad aspettarla anche all&#8217;arrivo del corriere dall&#8217;Italia. Scrivimi al &#8220;Continentale&#8221; dal giorno del tuo arrivo.<br />
Io non mi permetto di darti dei consigli, ma penso che se non potessi trovare l&#8217;alloggio per cui hai telegrafato, non sarebbe poi la fine del mondo se tu andassi all&#8217;albergo fin che avessi trovato di collocarti bene.<br />
Ti bacio quelle mani che mi attirano e mi tengono stretto.<br />
Addio.</span></p>
<p align="left"><span style="color: #000000;"><br />
Tuo Verga</span></p>
</blockquote>
<p align="left">da<strong> Charles Baudelaire a Marie Daubrun</strong></p>
</div>
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<p style="text-align: left;">
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<div align="center">
<div>
<div align="center">
<blockquote>
<p align="left"><span style="color: #000000;">Signora,<br />
E mai possibile che non debba più rivedervi ? Questo è quel che conta per me, perché sono arrivato al punto che la vostra assenza rappresenta di già un’enorme privazione per il mio cuore.<br />
Quando sono venuto a sapere che rinunciavate a posare e che io ero la causa involontaria di tale decisione, ho avvertito una strana tristezza.<br />
Ho voluto scrivervi, malgrado io sia poco propenso a mettere le cose per iscritto. Si finisce quasi sempre per pentirsene. Ma non arrischio nulla, giacché ho ormai preso la mia decisione di donarmi a voi per sempre.<br />
Sapete che la nostra lunga conversazione di giovedì è stata davvero singolare ?<br />
È questa stessa conversazione che mi ha lasciato in uno stato per me affatto nuovo e che è all’origine di questa lettera.<br />
Un uomo che dice : “ Vi amo ! “ e che prega – e una donna che risponde: “ Amarvi ? Io ? Mai ! Uno solo ha il mio amore. Guai a quello che verrà dopo di lui ; non otterrebbe altro che la mia indifferenza e il mio disprezzo ! “.<br />
E questo stesso uomo, per avere il piacere di guardarvi più a lungo negli occhi, lascia che voi gli parliate di un altro, che non gli parliate che di lui, che non vi infiammiate che per lui e non pensiate che a lui. Da tutte queste confessioni è emerso un fatto assai singolare, ed è che per me, voi non siete più semplicemente una donna che si desidera, ma una donna che si ama per la sua franchezza, per la sua passione, per la sua verde età e per la sua follia !&#8230;<br />
Nel darvi queste spiegazioni ho perso molto, poiché voi siete stata cosi risoluta che ho dovuto sottomettermi all’istante; ma voi, Signora, voi ci avete guadagnato molto. Mi avete ispirato rispetto e stima profonda. Restate sempre cosi, e custoditala bene, questa passione che vi rende cosi bella e cosi felice.</span></p>
</blockquote>
<p><span style="color: #0000a0;"> </span></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #0000a0;"> </span></p>
</div>
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		<title>L&#8217;Atlante di Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 09:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Da romano e amante di Roma in tutta la sua tradizione e storia non posso non citare questo libro: l&#8217;Atlante di Roma Antica. L&#8217;Atlante è l&#8217;esito di circa venti anni di ricerche &#8211; condotte da una équipe di specialisti dell&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221; in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-7820"></div></div><div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p><a href="http://scrittura.pcacademy.it/2013/02/05/latlante-di-roma/atlante-roma-antica_01/" rel="attachment wp-att-782"><img class="alignleft size-full wp-image-782" alt="atlante-roma-antica_01" src="http://scrittura.pcacademy.it/wp-content/uploads/2013/02/atlante-roma-antica_01.jpg" width="480" height="418" /></a>Da romano e amante di Roma in tutta la sua tradizione e storia non posso non citare questo libro: l&#8217;Atlante di Roma Antica.</p>
<p>L&#8217;Atlante è l&#8217;esito di circa venti anni di ricerche &#8211; condotte da una équipe di specialisti dell&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221; in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma &#8211; volte alla comprensione e quindi alla restituzione del vero volto, aggiornato e talvolta inedito, della capitale di un impero.</p>
<p>C&#8217;è una prima parte dedicata alla visione complessiva dell&#8217;Urbe, viene visionata tutta la città, dal paesaggio naturale a quello storico. Vengono visti tutti i luoghi utilizzati dai romani politicamente, luoghi di culto, di diletto.</p>
<p>La seconda parte invece viene descritta in maniera accurata tutta Roma, in tutte le sue zone.</p>
<p>Grande ruolo è quella dell&#8217;iconografia che condisce questo libro, sono presenti molte piante archeologiche, fotografie che consentono di avere un&#8217;idea chiara della Roma Antica e della Roma di oggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Biografia di Charles Bukowski</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 16:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Henry Charles Bukowski Jr. (Andernach, 16 agosto 1920 – San Pedro, 09 marzo 1994) è stato uno scrittore e poeta statunitense. Diventato famoso per i suoi libri autobiografici, che raccontano del suo amore per l’alcol, dei suoi  rapporti burrascosi con il mondo esterno e delle sue esperienze sessuali, è considerato  uno dei più importanti rappresentanti...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p>Henry Charles Bukowski Jr. (Andernach, 16 agosto 1920 – San Pedro, 09 marzo 1994) è stato uno scrittore e poeta statunitense. Diventato famoso per i suoi libri autobiografici, che raccontano del suo amore per l’alcol, dei suoi  rapporti burrascosi con il mondo esterno e delle sue esperienze sessuali, è considerato  uno dei più importanti rappresentanti della corrente del realismo sporco.</p>
<p>Durante la sua infanzia, vissuta a Los Angeles, il padre fu spesso disoccupato (erano gli anni della Grande Depressione) e, a detta di Bukowski, anche violento (come racconta in “<em>Panino al prosciutto</em>”). Per tutta l’infanzia soffrì di timidezza e solitudine.</p>
<p>All’età di 13 anni assaggiò per la prima volta il vino. “<em>Questo mi aiuterà per tanto tempo</em>” scrisse il seguito.</p>
<p>Nel 1944, a soli 24 anni venne pubblicato il suo racconto “<strong>Aftermath of a Lengthy Rejection Slip</strong>&#8220;, seguito due anni dopo da “<strong>20 Tanks From Kasseldown</strong><em>”. </em></p>
<p>Non riuscendo però a sfondare nel mondo letterario, Bukowski smise di scrivere per circa un decennio, un periodo da lui definito “<em>una sbronza di dieci anni</em>”.</p>
<p>Nel 1955, in concomitanza dell’uscita dall’ospedale per una forte ulcera perforante, cominciò a scrivere le sue poesie e nel 1957 sposò una poetessa texana senza averla mai vista prima, dalla quale però divorziò due anni dopo.</p>
<p>Nel 1962, scioccato dalla morte del suo primo vero amore,<strong> Jane Cooney Baker</strong>, sfogò tutta il suo dolore in una serie di poesie e racconti che piangevano la sua morte. Probabilmente lei fu tra le sue più importanti muse per tutta la sua carriera artistica.</p>
<p>Nel 1969 accettò un’offerta dall’editore della <strong>Black Sparrow</strong>, lasciando così il suo lavoro di postino che svolgeva da circa 20 anni. Spiegò in una lettera di quel periodo: “Avevo solo due alternative – restare all&#8217;ufficio postale e impazzire&#8230; o andarmene e giocare a fare lo scrittore e morire di fame. Decisi di morire di fame. Un mese dopo pubblicò il suo primo romanzo autobiografico, “<strong>Post office</strong>”, che lo rese celebre. Successivamente, per una forma di riconoscenza verso la Black Sparrow continuò a pubblicare quasi tutti i suoi lavori con essa.</p>
<p>Nel 1976 conobbe Linda Lee Beighle che si trasferì a vivere con lui a San Pedro, nell’estrema periferia di Los Angeles. Vissero insieme a intermittenza per più di due anni, perché lui a volte si stancava della relazione e la metteva alla porta. Dopo una serie di scioperi della fame e preghiere disperate ci ripensò e la riprese con sé. Linda è chiamata Sara nei romanzi “<strong>Donne</strong>”<strong> </strong>e “<strong>Hollywood! Hollywood!</strong>”. Bukowski, scrivendo di lei, dice che gli ha regalato altri dieci anni di vita (perché l&#8217;ha obbligato a bere un po&#8217; meno e solo vino).</p>
<p>Nel 1988 si ammalò di tubercolosi ma continuò a scrivere libri fino a quando, il 9 marzo 1944 morì a causa di una leucemia fulminante, poco dopo aver terminato il suo ultimo libro, “<strong>Pulp</strong>”. La sua lapide recita: “<em>Don&#8217;t Try</em>” (Non provare), una frase che usò in una delle sue poesie, consigliando gli aspiranti scrittori e poeti riguardo di non cercare l&#8217;ispirazione e la creatività, ma di aspettare che esse gli vadano incontro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un critico ha descritto i suoi libri come “una pittura dettagliata di certe fantasie maschili tabù: lo scapolo disinibito, solitario, antisociale, e totalmente libero”, un&#8217;immagine a cui tentò di conformarsi con occasionali letture pubbliche di poesia in cui si comportava da pazzo, e con un modo di fare scandaloso alle feste.</p>
<p>A partire dalla sua morte nel 1994, sono stati pubblicati molti articoli e libri sia sulla sua vita che sui suoi scritti.</p>
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		<title>Charles Bukowski</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 15:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Tratti da Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Se un uomo aveva bisogno di un mucchio di donne voleva dire che non ne aveva nessuna degna di questo nome. Poi dormimmo abbracciati per un&#8217;oretta. Era in un certo qual modo anche meglio che far l&#8217;amore. La Bibbia dice, &#8220;Ama il prossimo tuo&#8221;. Potrebbe anche voler dire lascialo in pace. Mi sono sempre piaciute...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p>Se un uomo aveva bisogno di un mucchio di donne voleva dire che non ne aveva nessuna degna di questo nome.</p>
<hr />
<p>Poi dormimmo abbracciati per un&#8217;oretta. Era in un certo qual modo anche meglio che far l&#8217;amore.</p>
<hr />
<p>La Bibbia dice, &#8220;Ama il prossimo tuo&#8221;. Potrebbe anche voler dire lascialo in pace.</p>
<hr />
<p>Mi sono sempre piaciute le gambe. È stata la prima cosa che ho visto quando sono nato. Ma allora stavo cercando di uscire. Da quel momento in poi ho sempre tentato di andare nell&#8217;altra direzione, ma con fortuna piuttosto scarsa.</p>
<hr />
<p>Mi piacciono persone come me, che conservano la loro bellezza nell&#8217;imperfezione, nelle tracce di non banalità.</p>
<hr />
<p>&#8220;Mi recai al cinema con Linda: che impressione quando vidi il titolo. Poi una sensazione di essere in trappola: tutta quell&#8217;insopportabile gente che domandava autografi. Per fortuna uno capi e mi porse una bottiglia di whiskey. In verità ero già parecchio ubriaco. Ii film? Linda mi ha detto che alla fine della proiezione urlai&#8221; Buttatelo al cesso &#8220;. In più non mi pagarono neanche un dollaro&#8230;&#8221;.</p>
<hr />
<p>Lo stile è una differenza, un modo di fare, un modo di esser fatto.</p>
<p>Sei aironi tranquilli in uno specchio d&#8217;acqua, o tu, mentre esci dal bagno nuda senza vedermi.</p>
<hr />
<p>Ti ho dato tante di quelle occasioni che avresti dovuto portarmi via parecchio tempo fa.</p>
<hr />
<p>Restare all&#8217;ufficio postale e impazzire&#8230; o andarmene e giocare a fare lo scrittore e morire di fame. Decisi di morire di fame.</p>
<hr />
<p>&#8220;Umanità, mi stai sul cazzo da sempre&#8221;. Ecco il mio motto!</p>
<hr />
<p>Corrono come se avessero il fuoco sotto il sedere in cerca di qualcosa che non si trova.</p>
<p>Si tratta fondamentalmente della paura di affrontare se stessi,</p>
<p>si tratta fondamentalmente della paura di essere soli.</p>
<p>Invece a me fa paura la folla&#8230;</p>
<hr />
<p>Per parte mia, di dolore ne ho avuto abbastanza. Di tutti i generi. So che sto per morire e mi sembra molto strano. Sono un egoista, mi piacerebbe che il mio culo continuasse a scrivere altre parole. Mi mette il fuoco dentro, mi proietta nell&#8217;aria dorata. Ma in realtà, quanto posso andare avanti? Non è giusto andare avanti. Che diavolo, la morte comunque è la benzina nel serbatoio. Ne abbiamo bisogno. Ne ho bisogno. Ne avete bisogno. Se si resta troppo a lungo in un posto, lo si riduce a un immondezzaio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli aforismi di Dostoevskij</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 10:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[aforismi]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dostoevskij]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi sono uomini che non hanno mai ucciso, eppure sono mille volte più cattivi di chi ha assassinato sei persone.La verità autentica è sempre inverosimile. Per renderla più credibile, bisogna assolutamente mescolarvi un po’ di menzogna. Si conosce un uomo dal modo in cui ride.Quando ogni uomo avrà raggiunto la felicità, il tempo non ci...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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			</div>			
			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><ul>
<li>Vi sono uomini che non hanno mai ucciso, eppure sono mille volte più cattivi di chi ha assassinato sei persone.La verità autentica è sempre inverosimile. Per renderla più credibile, bisogna assolutamente mescolarvi un po’ di menzogna.</li>
<li>Si conosce un uomo dal modo in cui ride.Quando ogni uomo avrà raggiunto la felicità, il tempo non ci sarà più.</li>
<li>Forse io mi credo un uomo intelligente proprio e solo per questa ragione, che in tutta la vita non m’è mai riuscito di portare a termine nulla.</li>
<li>Una volta ripudiato Cristo, l’intelletto umano può giungere a risultati stupefacenti</li>
<li>Quando un uomo ha grossi problemi dovrebbe rivolgersi ad un bambino; sono loro, in un modo o nell’altro, a possedere il sogno e la libertà.</li>
<li><span id="more-387"></span>La sofferenza è l’unico motivo della coscienza. E sebbene abbia dichiarato che secondo me la coscienza è per l’uomo è la più grande disgrazia, so però che l’uomo l’ha cara e non le scambierebbe colle maggiori soddisfazioni.</li>
<li>Nell’amore astratto per l’umanità quasi sempre si finisce per amare solo se stessi.</li>
<li>La bellezza salverà il mondo.</li>
<li>A me sembra fuor di dubbio che, se lasciaste a tutti questi alti maestri contemporanei la piena possibilità di distruggere la vecchia società e ricostruirla di nuovo, ne verrebbe fuori una tale tenebra, un tale caos, qualcosa di talmente volgare, cieco e inumano, che tutto l’edificio crollerebbe sotto le maledizioni dell’umanità prima di essere compiuto.</li>
<li>Mentire alla propria maniera è quasi meglio che dire una verità che appartiene ad altri; nel primo caso, tu sei una persona, ma nel secondo sei solo un pappagallo!</li>
<li>La povertà non è un vizio; ma la miseria, la miseria è vizio. Nella povertà voi conservate ancora la nobiltà dei vostri sentimenti innati; nela miseria, invece, nessuno mai la conserva.</li>
<li>Non c’è al mondo nulla di più difficile della franchezza e nulla di più facile dell’adulazione. Se nella franchezza anche solo una centesima parte suona falso, subito ne nasce una dissonanza, e poi uno scandalo. Se nell’adulazione invece è anche tutto falso fino all’ultima nota, anche allora essa è gradevole si ascolta non senza piacere; sarà un piacere grossolano ma pur sempre un piacere. E per quanto grossolana sia la lusinga, almeno metà di essa sembra assolutamente verità.</li>
<li>Ti dichiaro che voi tutti, fino all’ultimo, siete dei parolaie dei fanfaroni! Appena vi viene un doloruccio, ve lo covate come fa la gallina coll’uovo! Perfino in questo plagiate gli autori stranieri. Non c’è in voi nemmeno un briciolo di vita indipendente! Siete fatti di spermaceti e invece di sangue avete del latte annacquato! Io non credo a nessuno di voi! Il vostro primo pensiero, in tutte le circostanze, è quello di rassomigliare il meno possibile ad un uomo.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La novella</title>
		<link>https://scrittura.pcacademy.it/2012/10/25/la-novella/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2012 10:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[genere letterario]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[novella]]></category>

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		<description><![CDATA[La novella è un componimento narrativo breve, in genere di carattere realistico, sviluppatosi in Italia a partire dal 200 ai giorni nostri. Doveroso precisare che anche ai tempi degli Egizi sono stati creati testi che con il senno di poi possono essere definiti novelle. Così come nell&#8217;antica Roma e nell&#8217;antica Grecia, basti pensare a tratti...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p><strong>La novella</strong> è un componimento narrativo breve, in genere di carattere realistico, sviluppatosi in Italia a partire dal 200 ai giorni nostri. Doveroso precisare che anche ai tempi degli Egizi sono stati creati testi che con il senno di poi possono essere definiti novelle. Così come nell&#8217;antica Roma e nell&#8217;antica Grecia, basti pensare a tratti del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Satyricon" target="_blank">Satyricon di Petronio</a> o alla<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_metamorfosi_(Apuleio)" target="_blank"> metamorfosi di Apuleio.</a></p>
<p><strong><span id="more-369"></span>La sua caratteristica principale</strong> è quella di riferirsi a un solo episodio e raccontarlo in poche pagine. Lo sviluppo della novella segue la fusione tra elementi reali e fantastici che uniti tra loro fanno nascere storie in cui il lettore non sa a cosa credere e a cosa no ma rimane catturato e affascinato dal racconto.</p>
<p><strong>Intenso e con molti aspetti sociologici è stato lo sviluppo</strong> della novella nel corso degli anni. Inizialmente è nata per educare e dilettare la gente, cercando di coinvolgere il numero più elevato di lettori senza distinzioni. Già nel 300 si è prepotentemente inserita la morale religiosa all&#8217;interno delle novelle, che divennero un modo per toccare la spiritualità dei lettori. La Novella non è mai passata di moda, a onor del vero l&#8217;unica vera caratteristica rimasta invariata nel tempo è quella della sua brevità.</p>
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		<title>Il manifesto Futurista</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jul 2012 12:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Potete scaricare con un semplice clic, il manifesto futurista, scritto da Filippo Marinetti per declamare il movimento culturale novecentesco del Futurismo. Scaricalo CLICCANDO QUI.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p>Potete scaricare con un semplice clic, il manifesto futurista, scritto da Filippo Marinetti per declamare il movimento culturale novecentesco del Futurismo.</p>
<p>Scaricalo <a href="http://scrittura.pcacademy.it/wp-content/uploads/2012/07/iman.pdf">CLICCANDO QUI</a>.</p>
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		<title>La Drammaturgia.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 15:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il termine Dramma deriva dal Greco  (δρᾶμα, azione, storia; da δρᾶν, fare), ed indica un componimento scritto con il fine di essere interpretato da un attore. Possiamo subito capire che quando si vede un dramma non per forza ci stiamo riferendo a un qualcosa di tragico, una catastrofe! Originariamente erano drammi tutti i testi scritti per essere recitati,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p>Il termine Dramma deriva dal Greco  (δρᾶμα, <em>azione, storia</em>; da δρᾶν, <em>fare</em>), ed indica un componimento scritto con il fine di essere interpretato da un attore.</p>
<p>Possiamo subito capire che quando si vede un dramma non per forza ci stiamo riferendo a un qualcosa di tragico, una catastrofe! Originariamente erano drammi tutti i testi scritti per essere recitati, principalmente in Teatro.</p>
<p>Il drammaturgo è colui il quale è specializzato nell&#8217;arte di scrivere drammi, un più moderno sceneggiatore, oserei dire!</p>
<p><span id="more-265"></span></p>
<p>Molteplici sono i tipi di Dramma:</p>
<p>Il <strong>dramma storico</strong> è un genere di opera teatrale o di sceneggiatura cinematografica in cui i personaggi principali sono realmente esistiti e noti al pubblico a cui il dramma è rivolto.</p>
<p>Questo tipo di dramma ripercorre eventi realmente accaduti nella storia antica o recente, reinventandone in modo più o meno fedele le motivazioni, i dialoghi, le implicazioni psicologiche e ricostruendo fino nei minimi dettagli i fatti e le situazioni in cui i personaggi si sono trovati.</p>
<p>Un dramma storico non rispetta necessariamente gli esatti avvenimenti storici. Nel <em>Riccardo III</em> di William Shakespeare, ad esempio, la celebre richiesta di un cavallo in cambio del suo regno non ha la funzione di citare una frase realmente pronunciata, ma di sintetizzare brevemente (in nove parole) la consapevolezza del sovrano di aver perso la battaglia e di rischiare la vita, e trasmettere questo evento al pubblico con un sicuro effetto drammatico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>dramma pastorale</strong>, altresì detto <strong>favola pastorale</strong> o <strong>commedia pastorale</strong>, è un genere teatrale che vide la nascita negli ambienti colti del Rinascimento ed ebbe il suo massimo sviluppo nel Cinquecento e nel Seicento.</p>
<p>Ebbe un forte influsso sull&#8217;intermezzo e fu d&#8217;ispirazione anche per il melodramma.</p>
<p>Il dramma pastorale è ambientato in luoghi silvestri o campestri, in una natura bucolica e pura. Su questo sfondo, agiscono personaggi che ben si sposano con l&#8217;ambiente circostante: pastori, ninfe, satiri e creature del bosco.</p>
<p>Era composto solitamente in versi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>dramma liturgico</strong> o <strong>dramma religioso</strong>, nei suoi diversi contesti cristiani, proviene dalla messa stessa, e presenta di solito un rituale piuttosto complesso che comprende elementi teatrali.</p>
<div>Nella tradizione cristiana, il dramma religioso derivava dalla liturgia alla fine del Medioevo (in gran parte il XV secolo), sotto forma dimisteri.L&#8217;origine del dramma medievale fu nella religione. È vero che la Chiesa proibiva ai fedeli durante i primi secoli di assistere alle rappresentazioni licenziose del paganesimo decadente. Ma una volta che questo teatro immorale era scomparso, la Chiesa ha permesso ed essa stessa ha contribuito allo sviluppo graduale di un nuovo dramma, che non era solo morale, ma anche edificante e pio. In alcune feste solenni, quali Pasqua e Natale l&#8217;uffizio veniva interrotto, e i preti rappresentavano l&#8217;evento religioso alla presenza dei fedeli. In un primo momento il testo di questo dramma liturgico era molto breve, come l&#8217;interscambio in &#8220;Quem quaeritis?&#8221; tra l&#8217;angelo e le tre Marie introdotti nella liturgia pasquale nel X secolo,<sup id="cite_ref-0" title="^ (FR) Nils Holger Petersen, &quot;Les textes polyvalents du Quem quaeritis à Winchester au Xe siècle&quot;, Revue de musicologie, 86.1 (2000:105-118), con un'estesa bibliografia nelle note.">[1]</sup> come nuovo genere di cerimonia liturgica. I testi drammatici erano inizialmente attinti solo dal Vangelo o dalla funzione del giorno celebrata, ed erano in prosa latina, che però gradualmente assorbirà i germi della versificazione. I primi di tali &#8220;tropi&#8221; drammatici della funzione pasquale provengono dall&#8217;Inghilterra e risalgono al X secolo. Presto il verso pervaderà l&#8217;intero testo drammatico e la prosa diventerà un&#8217;eccezione, nel mentre la lingua volgare appare accanto al latino. Nel dramma francese del XII secolo, le &#8220;Vergini sapienti&#8221; (che riescono a conservare la loro verginità mangiando pietre azzurre che le rendevano immuni dagli uomini), non fa altro che rappresentare la parabola evangelica delle vergini folli e sagge, in cui il coro utilizza il latino mentre Cristo e le vergini usano latino e francese, e infine l&#8217;angelo solo il francese. Allorché il volgare ebbe completamente soppiantato il latino, e allo stesso tempo si afferma la creatività individuale, il dramma lascia i precinti della Chiesa e cessa di essere liturgico, senza tuttavia perdere il suo carattere religioso. Questa evoluzione sembra essere stata ultimata nel XII secolo. Con la comparsa del volgare divenne possibile lo sviluppo del dramma in ambito precipuamente regionale o nazionale.</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>l <strong>dramma satiresco</strong> era una delle forme, insieme alla tragedia e alla commedia, in cui si articolava il teatro greco classico.Riconducibile nella sfera del culto del dio Dioniso, si caratterizzava per una struttura abbastanza semplice in cui il coro era costituito da elementi travestiti da satiri caprini che si muovevano sulla scena alternando momenti di recitazione teatrale a momenti di vivace danzachiamata <em>sìkinnis</em>. In una felice simbiosi, presentava la struttura della tragedia e il colorito farsesco della commedia. Le storie erano di tipo comico, a volte addirittura parodie di episodi mitologici, che presentavano i satiri nelle situazioni più disparate.</p>
</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il verismo.</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jun 2012 09:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il verismo è un movimento letterario e artistico italiano che si è sviluppato tra l&#8217;ultimo trentennio dell&#8217;800 e il primo decennio del &#8217;900. Ispirandosi al naturalismo francese e al positivismo teorizza un fedele attaccamento alla realtà, la politica del &#8220;vero&#8221;, senza altre dissertazione. Lo scrittore è un narratore della realtà. Le caratteristiche principali: Accettazione delle...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p>Il verismo è un movimento letterario e artistico italiano che si è sviluppato tra l&#8217;ultimo trentennio dell&#8217;800 e il primo decennio del &#8217;900.</p>
<p>Ispirandosi al naturalismo francese e al positivismo teorizza un fedele attaccamento alla realtà, la politica del &#8220;vero&#8221;, senza altre dissertazione.</p>
<p>Lo scrittore è un narratore della realtà.</p>
<p><strong><span id="more-244"></span>Le caratteristiche principali:</strong></p>
<ul>
<li>Accettazione delle leggi scientifiche che regolano la vita e i comportamenti: lo scrittore cerca di scoprire e condividere le leggi che regolano la società così come la scienza, con le sue leggi, regola determinati fenomeni.</li>
<li>Attenzione alla realtà nella sua quotidianità, lo scrittore, infatti, predilige una narrazione scientifica dei personaggi e degli ambienti presenti nella corso della storia.</li>
<li>Piuttosto che raccontare, o suscitare, emozioni lo scrittore preferisce raccontare la situazione quotidiana come un&#8217;indagine scientifica, cercando di capire le cause che fanno evolvere in un determinato modo la vicenda da lui narrata.</li>
<li>L&#8217;artista deve avere come unica ispirazione il Vero.</li>
<li>Lo scrittore deve mettersi nei panni del personaggio, deve esprimersi con le sue parole, vedere con i suoi occhi, solo così la sua mano sarà invisibile e il suo racconto sarà attinente al vero. (mimesi letteraria).</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gli esponenti </strong>principali sono senza ombra di dubbio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Verga">Giovanni Verga</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Capuana">Luigi Capuana.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Dandismo</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2012 09:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Dandismo fu un movimento culturale nato in Inghilterra verso la fine del XIX secolo. Il nome deriva dal termine Dandy. Era una dottrina devota all&#8217;eleganza, all&#8217;originalità e alla ricerca dello stile, principalmente per quanto riguardava l&#8217;estetica, l&#8217;abbigliamento e il linguaggio. Si può riassumere il dandismo in &#8220;Vivere la vita come un&#8217;opera d&#8217;arte&#8221;, Il Dandy...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p>Il Dandismo fu un movimento culturale nato in Inghilterra verso la fine del XIX secolo. Il nome deriva dal termine Dandy.</p>
<p>Era una dottrina devota all&#8217;eleganza, all&#8217;originalità e alla ricerca dello stile, principalmente per quanto riguardava l&#8217;estetica, l&#8217;abbigliamento e il linguaggio.</p>
<p><span id="more-222"></span></p>
<p>Si può riassumere il dandismo in &#8220;Vivere la vita come un&#8217;opera d&#8217;arte&#8221;,</p>
<p>Il Dandy era l&#8217;eccentrico per eccezione, colui il quale era sicuro della sua superiorità intellettuale, sapeva divertire e stupire il pubblico sia che fosse a un tavolo di un bar sia che fosse su un palcoscenico.</p>
<p>Tra i nomi più celebri dandisti non possiamo non ricordare Oscar Wilde e Lord Brummel in Inghilterra, Charles Baudelaire e Huysmans in Francia, D&#8217;Annunzio in Italia.</p>
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