La Drammaturgia.

Il termine Dramma deriva dal Greco  (δρᾶμα, azione, storia; da δρᾶν, fare), ed indica un componimento scritto con il fine di essere interpretato da un attore.

Possiamo subito capire che quando si vede un dramma non per forza ci stiamo riferendo a un qualcosa di tragico, una catastrofe! Originariamente erano drammi tutti i testi scritti per essere recitati, principalmente in Teatro.

Il drammaturgo è colui il quale è specializzato nell’arte di scrivere drammi, un più moderno sceneggiatore, oserei dire!

Molteplici sono i tipi di Dramma:

Il dramma storico è un genere di opera teatrale o di sceneggiatura cinematografica in cui i personaggi principali sono realmente esistiti e noti al pubblico a cui il dramma è rivolto.

Questo tipo di dramma ripercorre eventi realmente accaduti nella storia antica o recente, reinventandone in modo più o meno fedele le motivazioni, i dialoghi, le implicazioni psicologiche e ricostruendo fino nei minimi dettagli i fatti e le situazioni in cui i personaggi si sono trovati.

Un dramma storico non rispetta necessariamente gli esatti avvenimenti storici. Nel Riccardo III di William Shakespeare, ad esempio, la celebre richiesta di un cavallo in cambio del suo regno non ha la funzione di citare una frase realmente pronunciata, ma di sintetizzare brevemente (in nove parole) la consapevolezza del sovrano di aver perso la battaglia e di rischiare la vita, e trasmettere questo evento al pubblico con un sicuro effetto drammatico.

 

 

Il dramma pastorale, altresì detto favola pastorale o commedia pastorale, è un genere teatrale che vide la nascita negli ambienti colti del Rinascimento ed ebbe il suo massimo sviluppo nel Cinquecento e nel Seicento.

Ebbe un forte influsso sull’intermezzo e fu d’ispirazione anche per il melodramma.

Il dramma pastorale è ambientato in luoghi silvestri o campestri, in una natura bucolica e pura. Su questo sfondo, agiscono personaggi che ben si sposano con l’ambiente circostante: pastori, ninfe, satiri e creature del bosco.

Era composto solitamente in versi.

 

 

Il dramma liturgico o dramma religioso, nei suoi diversi contesti cristiani, proviene dalla messa stessa, e presenta di solito un rituale piuttosto complesso che comprende elementi teatrali.

Nella tradizione cristiana, il dramma religioso derivava dalla liturgia alla fine del Medioevo (in gran parte il XV secolo), sotto forma dimisteri.L’origine del dramma medievale fu nella religione. È vero che la Chiesa proibiva ai fedeli durante i primi secoli di assistere alle rappresentazioni licenziose del paganesimo decadente. Ma una volta che questo teatro immorale era scomparso, la Chiesa ha permesso ed essa stessa ha contribuito allo sviluppo graduale di un nuovo dramma, che non era solo morale, ma anche edificante e pio. In alcune feste solenni, quali Pasqua e Natale l’uffizio veniva interrotto, e i preti rappresentavano l’evento religioso alla presenza dei fedeli. In un primo momento il testo di questo dramma liturgico era molto breve, come l’interscambio in “Quem quaeritis?” tra l’angelo e le tre Marie introdotti nella liturgia pasquale nel X secolo,[1] come nuovo genere di cerimonia liturgica. I testi drammatici erano inizialmente attinti solo dal Vangelo o dalla funzione del giorno celebrata, ed erano in prosa latina, che però gradualmente assorbirà i germi della versificazione. I primi di tali “tropi” drammatici della funzione pasquale provengono dall’Inghilterra e risalgono al X secolo. Presto il verso pervaderà l’intero testo drammatico e la prosa diventerà un’eccezione, nel mentre la lingua volgare appare accanto al latino. Nel dramma francese del XII secolo, le “Vergini sapienti” (che riescono a conservare la loro verginità mangiando pietre azzurre che le rendevano immuni dagli uomini), non fa altro che rappresentare la parabola evangelica delle vergini folli e sagge, in cui il coro utilizza il latino mentre Cristo e le vergini usano latino e francese, e infine l’angelo solo il francese. Allorché il volgare ebbe completamente soppiantato il latino, e allo stesso tempo si afferma la creatività individuale, il dramma lascia i precinti della Chiesa e cessa di essere liturgico, senza tuttavia perdere il suo carattere religioso. Questa evoluzione sembra essere stata ultimata nel XII secolo. Con la comparsa del volgare divenne possibile lo sviluppo del dramma in ambito precipuamente regionale o nazionale.

 

dramma satiresco era una delle forme, insieme alla tragedia e alla commedia, in cui si articolava il teatro greco classico.Riconducibile nella sfera del culto del dio Dioniso, si caratterizzava per una struttura abbastanza semplice in cui il coro era costituito da elementi travestiti da satiri caprini che si muovevano sulla scena alternando momenti di recitazione teatrale a momenti di vivace danzachiamata sìkinnis. In una felice simbiosi, presentava la struttura della tragedia e il colorito farsesco della commedia. Le storie erano di tipo comico, a volte addirittura parodie di episodi mitologici, che presentavano i satiri nelle situazioni più disparate.

 

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